mercoledì 9 settembre 2009

L'Islam rispetti la nostra cultura


Oramai quotidianamente si assiste al dibattito, talvolta acceso, tra chi ritiene problematico l’incontro tra la cultura giuridica occidentale e la cultura giuridica islamica, e chi al contrario non scorge alcuna difficoltà in merito.

Personalmente ritengo che minimizzare le più che evidenti diversità che esistono tra le nostre leggi occidentali e le leggi islamiche sia sintomo o di cattiva conoscenza del fenomeno storico, religioso e culturale islamico oppure di profonda disonestà intellettuale.

Affermare che vi sono abissali differenze valoriali tra il diritto occidentale moderno e il diritto islamico non significa emettere valutazioni viziate dal pregiudizio: sono la storia dei secoli scorsi e la conoscenza dell’attualità a indicarci con certezza questo dato incontestabile.

Mentre è dal grembo del Cristianesimo – e più specificatamente dalle parole di Gesù: “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” (Mt, 22, 21) – che è nato il concetto stesso di laicità, al contrario, dal grembo dell’Islam è nata una visione del mondo che non concepisce nemmeno lontanamente la possibilità di separazione della sfera religiosa da quella politica, giuridica e sociale.

Infatti i precetti normativi contenuti nel libro sacro dell’Islam, il Corano, rappresentano per ogni fedele musulmano la prima e più alta fonte del diritto: detto altrimenti, ogni fedele musulmano deve obbedire agli ordini coranici non in quanto “comandamenti religiosi”, bensì come vere e proprie leggi civili e penali sanzionabili da tribunali umani.

E’ così che funziona il diritto islamico: nella più parte dei paesi a maggioranza islamica, infatti, si può essere trascinati nelle sedi giudiziarie e condannati, non di rado anche a morte, con l’ accusa di aver posto in essere condotte contrarie ai precetti coranici. Le leggi islamiche prevedono, ancora oggi, oltre alla pena di morte per lapidazione, l’amputazione degli arti superiori e la fustigazione.

E’ strano che molte persone occidentali, spesso molto sensibili alle tematiche laiciste più radicali, non scorgano alcun problema d’incontro tra la nostra cultura giuridica e la cultura giuridica maomettana. La condizione di inferiorità giuridica della donna islamica, il sistematico non rispetto della libertà religiosa altrui, e il rapporto spesso non chiaro con le correnti più violente dell’antisemitismo non sono invenzioni: chiunque abbia anche solo un minimo di conoscenza dell’Islam non può ostinarsi a negare tali fatti.

Che fare, dunque, ora che nelle nostre città vivono migliaia e migliaia di fedeli islamici? Certamente è doveroso rispettare l’identità e la libertà dei fedeli islamici, ma altrettanto doveroso è difendere la nostra religione, la nostra identità e le nostre leggi. Prima di prendere in considerazione l’ipotesi di concedere spazi pubblici e diritti politici agli immigrati, in particolare modo, appunto, quelli di fede islamica, è giusto verificare che i valori che sono alla base del nostro vivere civile siano condivisi e rispettati anche dai nuovi arrivati.

Perseguire l’integrazione degli immigrati nel nostro tessuto sociale e nelle nostre città significa anzitutto non consentire lo svilupparsi di un’auto-ghettizzazione etnica e religiosa: è fondamentale che gli immigrati, soprattutto le persone di fede islamica, comprendano che una sana politica dell’accoglienza non può prevedere solo diritti ma deve contemplare anche doveri. E il dovere primo che spetta a chi è ospite è quello di condividere e rispettare i valori che rappresentano le fondamenta storiche e giuridiche della nostra civiltà cristiana e occidentale: cosa che, purtroppo, non sempre avviene.

E’ utile approfondire la conoscenza del proprio interlocutore perché ogni dialogo non sia falsato in partenza: per questo è utile non negare le difficoltà oggettive che si evidenziano nell’incontro tra Islam e civiltà occidentale. Negare tali difficoltà trasformerebbe quello che si profila come un difficile incontro tra culture in uno scontro tra culture. Fatto che tutti vogliamo assolutamente scongiurare.

Emanuele Pozzolo
Capogruppo della Lega Nord al Comune di Vercelli

giovedì 30 luglio 2009

A Vercelli "tolleranza zero" coi teppisti


Ordine del giorno presentato dalla Lega Nord al Consiglio comunale

Il Consiglio Comunale di Vercelli,

premesso che:

il tema della sicurezza del territorio deve essere oggetto di costante attenzione da parte delle Istituzioni, le quali devono elaborare, nel rispetto dei principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico, tutte le azioni utili all’effettivo conseguimento della quiete pubblica, della difesa dell’incolumità dei cittadini e del rispetto della legge;

considerato che:

sempre con maggiore frequenza si manifestano, anche nella nostra città, gravi fenomeni di disturbo della quiete pubblica, non di rado aggravati da inqualificabili atti di vandalismo nei confronti dell’arredo urbano e talvolta anche nei confronti delle proprietà private

esprime

la volontà di sostenere, con fermezza e rigore – ogni atto previsto dalla legge e ritenuto opportuno dal Sindaco – volto a scongiurare il perdurare di situazioni di disordine e illegalità sul suolo comunale;

INVITA la Giunta Comunale:

- a sollecitare il Prefetto e le Autorità di pubblica sicurezza affinché la legge, il decoro urbano e la quiete pubblica vengano fatti rispettare inflessibilmente in ogni parte della città ed in ogni orario, tanto più negli orari notturni;
- a svolgere un ruolo attivo attraverso la predisposizione di tutti gli atti e gli strumenti, previsti dalla legge, necessari affinché sia assicurato il dovuto rispetto dell’ordine pubblico in tutto il territorio comunale.


Emanuele Pozzolo
Capogruppo della Lega Nord

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Questo o.d.g. è stato approvato ieri, durante la seduta del Consiglio comunale di Vercelli, coi voti della Lega Nord, del Pdl e dell'Udc. Il Pd e la sinistra si sono astenuti.

martedì 14 luglio 2009

Poche prebende, tanto impegno

In seguito alle elezioni amministrative ed europee, del 6 del 7 giugno scorsi, la Lega Nord ha registrato un forte aumento di consensi elettorali: addirittura raddoppiando il suo peso specifico in alcune realtà. Anche nelle nostre terre la Lega è migliorata, convincendo della bontà dei suoi valori e dalla sua azione politica numerosi nuovi sostenitori.
Evidentemente la difesa della identità cristiana delle nostre terre, l’azione riformista in senso federale dello Stato, la lotta ad ogni tipo d’illegalità, l’incisiva attenzione alle fasce più deboli e il forte impegno a difesa delle economie locali sono temi sempre più condivisi dai cittadini italiani.
Quel che è utile sottolineare è che l’approvazione e il voto alla Lega Nord sono eterogenei e non provengono solo da cittadini che si riconoscono in un orizzonte spirituale, culturale e politico di destra: molte persone che, nel passato, si sono riconosciute nella sinistra, oggi, davanti all’inconsistenza della più parte delle sigle partitiche, hanno scelto con convinzione il progetto politico della Lega.
Questo fatto sta lì a dimostrare il merito storico di Umberto Bossi e della Lega: aver compreso l’importanza della concretezza in un periodo storico, il nostro, che è caratterizzato da un fortissimo senso di incertezza e di confusione, a tutti i livelli.

La concretezza sarà la stella polare a cui sarà ispirata l’azione politica della Lega Nord nel governo della nostra città: l’unico interesse che gli uomini della Lega difenderanno nelle sedi istituzionali sarà l’interesse dei vercellesi. Proprio in linea con questa impostazione di fondo la Lega non può che plaudere alla rielezione di Andrea Corsaro a Sindaco di Vercelli: la sua autonomia dai partiti e, per l’appunto, la sua concretezza sono garanzia di buongoverno comunale. E’ peraltro giusto sottolineare la generosità e la responsabilità che già la Lega ha dimostrato nella formazione della Giunta comunale: nonostante l’ampio consenso elettorale consentisse alla Lega di ottenere maggiori spazi in seno alla Giunta, per venire incontro a precise richieste tecniche del Sindaco, si è preferito non badare al numero di poltrone ma al bene della nostra città.
Quel che più di tutto sta a cuore alla Lega è l’attuazione del programma e la ricerca di soluzioni condivise – anche con la minoranza, se lo vorrà - dei problemi dei nostri concittadini: il gruppo consiliare della Lega, assieme al Pro-sindaco di Vercelli Ercole Fossale, lavorerà per dare concretezza alla speranza di ripresa per la nostra Vercelli. La fierezza che la Lega Nord nutre nei confronti dell’ampio consenso elettorale ottenuto in tutto il territorio vercellese, si unisce ad un forte ringraziamento rivolto a tutti coloro che hanno voluto credere nel progetto e negli uomini della Lega.
Noi della Lega siamo pronti, seguendo la forza trainante del leader provinciale Gianluca Buonanno, a dimostrare che le nostre parole si trasformeranno presto in fatti: perché Vercelli possa guardare al futuro con la speranza di poter essere una città degna del suo passato, delle sue tradizioni e della sua identità.