martedì 2 febbraio 2010

La Lega attenta ai problemi della gente


Ordine del giorno presentato dalla Lega Nord al Consiglio Comunale di Vercelli che si terrà mercoledì 3 febbraio alle 14,30 presso il Municipio di Vercelli.

Vercelli, 3 febbraio 2010
All’Ill.mo Presidente del Consiglio
Comunale di Vercelli;
e p.c. all’Ill.mo Sindaco di Vercelli

Ordine del giorno

Il Consiglio Comunale di Vercelli,

premesso che:

a causa della crisi finanziaria ed economica globale che sta caratterizzando l’attuale momento storico si manifestano, anche nella nostra città, gravi fenomeni di povertà economica e degrado sociale, talvolta aggravati dalla scarsità di prodotti alimentari a disposizione delle famiglie e degli individui;

considerato che:

- sempre con maggiore frequenza si assiste alla triste visione di persone che, in cerca di prodotti alimentari, sono costrette a rovistare nei cassonetti dell’immondizia per trovare qualche rifiuto commestibile e che, al contempo, un consistente quantitativo di prodotti alimentari a lunga e media conservazione, in prossimità di scadenza, vengono smaltiti dai supermercati e dai negozi cittadini come rifiuti;
- il problema del disagio abitativo non investe più solo le fasce di popolazione in condizioni di povertà, ma raggiunge, in modo sempre più evidente, un'ampia parte della popolazione che, per ragioni diverse, può improvvisamente passare da una situazione di stabilità economica ad una condizione di fragilità e vulnerabilità sociale;
- un sempre più crescente numero di persone perde il proprio posto di lavoro, per molti unica fonte di reddito, e fatica a trovare altre occasioni lavorative;

esprime

- la volontà di sostenere tutte le azioni concrete, poste in essere dall’Amministrazione comunale, – in collaborazione con gli enti no-profit cattolici e laici impegnati nel sociale – utili ad intervenire in senso caritatevole, in tempi ragionevoli, verso le famiglie e le persone che sono maggiormente colpite dalla carenza di prodotti alimentari e dal disagio abitativo;
- la volontà di implementare il suddetto impegno rafforzando il sostegno, anche economico, alle associazioni solidaristiche e di volontariato attive nel territorio comunale e pensando a nuove forme di intervento volte ad incentivare anche i privati cittadini e gli enti commerciali ad un uso responsabile delle risorse disponibili indirizzato ad evitare sprechi, in particolare modo dei prodotti alimentari;
- la volontà di dare avvio a nuovi progetti di edilizia sociale in cui il soggetto pubblico assuma un ruolo di regia e di proposizione, promuovendo politiche integrate che realizzino un sistema di partenariato tra pubblico e privato finalizzato a sperimentazioni finora quasi inesplorate come sul modello di diversi paesi europei;
- la volontà di sostenere la scelta dell’Amministrazione comunale riguardante l’avvio dei lavori per la destinazione di un edificio pubblico a dormitorio comunale temporaneo per le famiglie e i cittadini che, in seguito a pratiche di sfratto, hanno perso o perderanno la casa;

INVITA il Sindaco e la Giunta Comunale:

- a continuare a realizzare con atti e progetti amministrativi concreti le suddette proposte d’indirizzo, in coerenza con le linee programmatiche dell’Amministrazione comunale;
- a svolgere un ruolo attivo, attraverso la predisposizione di tutti gli atti e gli strumenti possibili e necessari, affinché sia assicurata la dovuta solidarietà alle famiglie e ai cittadini in difficoltà economica, con precedenza per le famiglie e i cittadini italiani.

Emanuele Pozzolo
Capogruppo della Lega Nord

mercoledì 20 gennaio 2010

CATTOLICI A PAROLE vs. CATTOLICI NEI FATTI


L’assai probabile scelta dell’Udc di schierarsi con la sinistra piemontese, alle prossime elezioni regionali, merita qualche considerazione di carattere storico, etico e politico. Il partito-bonsai guidato da Pierferdinando Casini non ha mai fatto mistero della sua nostalgia patologica verso i vecchi tempi della triste politica in cui la Democrazia Cristiana rappresentava la Balena Bianca pigliatutto dello scacchiere istituzionale italiano.
I bei tempi, per i nostalgici democristiani, sono finiti quando sulla scena politica del nostro paese è apparso un signore, Umberto Bossi, che ha cominciato a mettere in evidenza tutte le magagne del vecchio sistema governato anzitutto dalla camaleontica Dc, in clan col Psi. Umberto Bossi e la Lega Nord hanno, infatti, il grande merito storico di aver abbattuto a suon di picconate quel partito marcio e indecente che era, all’alba degli anni Novanta, la Democrazia Cristiana.
Forse è questo che i nostalgici nipotini di Salvo Lima non perdonano a Bossi e alla Lega: l’aver avuto il coraggio e la decenza di dire a chiare lettere agli italiani che la Dc stava per mandare a gambe all’aria il nostro Paese con la sua politica tangentista e filo-mafiosa. I politicanti casiniani vivono ancora l’amara illusione di potersi vendicare di quello che loro ritengono il torto subito e sognano così di poter ricostruire, un giorno non lontano, qualcosa di simile alla Democrazia Cristiana.
Forse è da ascrivere a questa forma di “nostalgismo” l’odio anti-leghista viscerale e a tratti violento che si deduce, giorno dopo giorno, dalle incaute parole del leader dell’Udc. Ma a ben guardare quest’odio, se non fosse motivato da sete di poltrone e da bassi rancori storici, non avrebbe ragion d’essere. Perché la Lega è il movimento politico che, ad oggi, meglio interpreta l’etica cristiana e la dottrina sociale cattolica in politica. Proprio la Lega si rifà a quei principi eterni ed identitari cari alla Chiesa cattolica e all’attuale Pontefice Benedetto XVI. Basti vedere l’impegno concreto che la Lega Nord sta dimostrando a difesa della vita naturale dal concepimento fino alla morte naturale: più di ogni altro soggetto politico la Lega Nord si sta impegnando a concretizzare, tramite la politica, i richiami etici che giungono dal Santo Padre e i principi cristiani che sono tramandati dalla Tradizione cattolica. Così come la Lega sottoscrive in pieno le idee espresse pubblicamente dall’allora Cardinale Joseph Ratzinger in merito alla netta contrarietà all’ingresso della Turchia islamica in Europa e in merito alla difesa dell’identità cristiana ed europea delle nostre terre.
Difficilmente, davanti a questi fatti incontestabili, si potrebbe evidenziare un’incompatibilità valoriale tra la Lega Nord, lampante alfiere della Cristianità, e quelle forze politiche che si auto-definiscono cattoliche, come l’Udc. Forse quel che infastidisce i neo-democristiani è il modo giovane, nuovo e pulito con cui la Lega e i suoi uomini, Umberto Bossi in testa, stanno difendendo i valori cristiani: lontano anni luce da quel perbenismo di facciata e da quel linguaggio “politically correct” tipico dei nostalgici diccì.
Eppure, anche se la Lega è assolutamente agli antipodi come modo di governare rispetto alla Democrazia Cristiana, i valori che sono alla base della “visione del mondo” leghista sono spesso coincidenti con quelli professati a parole, ma mal praticati, dalla Dc. Lo ha dimostrato Roberto Cota intervenendo, recentemente, ad un seminario cattolico sulla figura di don Luigi Sturzo: il federalismo stesso – ha intelligentemente fatto notare Cota - era una ricetta istituzionale sostenuta, in tempi non sospetti, proprio dal fondatore del Partito popolare italiano, padre della Democrazia Cristiana. Al medesimo convegno era presente anche il Cardinal Tarcisio Bertone, Segretario di Stato vaticano, il quale ha riconosciuto il grande lavoro che la Lega sta compiendo sul territorio, paragonando la presenza leghista al lavoro attivo che un tempo svolgevano le parrocchie.
Che dire, dunque? Che la Lega Nord non sia in sintonia con il mondo cattolico?
A giudicare dai fatti si comprende che proprio la Lega Nord è il soggetto politico più credibile per il mondo cattolico e per la Chiesa stessa: la Lega rispetto all’Udc, e ad altri sedicenti partiti cattolici, ha dimostrato sinora coi fatti, e non solo con le parole, di voler e saper interpretare in modo sensibile ed efficace il ruolo di partito ispirato dalla guida della Chiesa e plasmato sulla base dei precetti evangelici.
Questo lo stanno comprendendo anche gli italiani, soprattutto del nord, che un tempo supportavano onestamente e convintamente la Democrazia Cristiana: oggi molti di loro votano Lega Nord perché preferiscono premiare e sostenere chi è cristiano nei fatti e non solo nelle enunciazioni.
L’alleanza probabile dell’Udc piemontese con la sinistra è il segnale evidente della schizofrenia che anima le esigue fila del partitino scudocrociato: dove fa comodo, nelle amministrazioni locali, i signori dell’Udc appoggiano i loro ampi glutei sulle poltrone gentilmente offerte loro dal centro-destra, e poi, senza particolari remore morali, vanno a sostenere la campagna elettorale della anti-cattolica, abortista e laicista dichiarata Mercedes Bresso. E’ evidente che questo atteggiamento non potrà essere tollerato a lungo.
Il candidato alla presidenza della Regione Piemonte, Roberto Cota, è persona colta e misurata, cattolico di sostanza e non solo di forma: i cattolici veri non avranno dubbi su chi scegliere tra lui e una signora che impersonifica una sinistra atea, filo-islamica e violentemente anti-cattolica.
Come scriveva Nicolas Gomez Davila: “Essere cristiani è trovarsi di fronte a colui cui non possiamo nasconderci, di fronte a cui non possiamo mascherarci. È assumersi il peso di dire la verità anche quando offende.”
E che offenda o meno questa è la verità: i rigurgiti nostalgici degli adoratori della vecchia Democrazia Cristiana saranno impietosamente sepolti da una sonora pernacchia: quella degli elettori cattolici.


Emanuele Pozzolo
Capogruppo Lega Nord al Comune di Vercelli
(Articolo pubblicato su "La Padania" del 3 gennaio 2010)

martedì 22 dicembre 2009

A difesa del Santo Natale


Qui non si tratta di essere pessimisti: si tratta di voler guardare in faccia alla realtà. E quella che abbiamo davanti è una realtà davvero brutta. Ce ne possiamo rendere conto sempre più, giorno dopo giorno, guardando in faccia a quello che rappresenta il futuro della nostra civiltà: i bambini.
I germi della Rivoluzione stanno raggiungendo profondità mai pensate: i bambini sono ostaggio della nostra cultura moderna che predica il relativismo e semina l' ignoranza. Più nulla è salvo innanzi al rumoroso rullo compressore della modernità: nemmeno le più antiche nostre tradizioni come il Natale riescono a resistere davanti a questo nuovo mondo dominato dalla tecnocrazia assoluta.
Ha dell'incredibile, lo so, quel che sto per scrivere: pare impossibile, eppure è così. I nostri bambini, italiani, non conoscono più la storia del Natale. Non sanno più che Gesù è nato in una fredda notte di Palestina; non sanno che è nato in una mangiatoia scaldata da un bue e da un asino; non sanno che Maria e Giuseppe videro accorrere alla capanna, dopo la nascita di Gesù, persone giunte per contemplare quel "bambino straordinario".
Me l'avessero raccontato non ci avrei mai creduto, lo confesso. Ma l'ho sentito con le mie orecchie il silenzio balbettante dei bambini delle scuole medie davanti alla domanda del catechista: "Conoscete la storia del Natale?". Silenzio, frasi arraffazzonate, risolini innocenti e confusi.
L'ho visto con i miei occhi il vuoto religioso, culturale ed identitario dentro il quale stiamo facendo crescere i nostri bambini. Ma come può un bambino, italiano, che frequenta le scuole medie della Repubblica italiana non conoscere quello che oggi verrebbe cinematograficamente definito il "trailer" della storia di Natale? A che punto siamo arrivati? Verso cosa stiamo andando incontro?
E la colpa, si badi bene, non è certo dei bambini: che saranno pure magari un po' troppo intontiti dall'utilizzo dei videogiochi ma non sono scemi. I bambini capiscono, ascoltano e imparano: ma ci va qualcuno che abbia voglia di insegnare loro qualcosa.
Se su cinque bambini, italiani, non uno conosce la storia del Natale il problema sta a monte: escludendo, per un mero calcolo delle probabilità, di avere di fronte cinque cerebrolesi allora c'è da chiedersi cosa sia stato trasmesso a questi bambini.
Cosa è stato insegnato a questi bambini in cinque anni di scuola elementare? Cosa è stato insegnato dai catechisti e dai preti in Chiesa? Cosa è stato trasmesso dalla famiglia a questi piccoli cittadini? Davvero non c'è mai stato tempo per parlare, dieci minuti, del Natale?
Dubito, fortemente. La questione è un'altra. E' che a scuola oramai il parlare del Natale è un tabù: perchè si potrebbe offendere la sensibilità di qualche genitore ateo o islamico. Al catechismo e a Messa insegnano, invece, di "amare i poveri" senza preoccuparsi di spiegare la differenza che corre tra un sindacalista e Gesù Cristo. E per troppe famiglie, italiane, il Natale è solo un colorato e luccicante momento di shopping compulsivo, bulimia generale e vacanze ai Tropici.
Non più una parola su quel Gesù che, in teoria e in pratica, dovrebbe essere il festeggiato principale. Alberi di Natale, presepi, mille ghirlande natalizie e ricchi regali non potranno a lungo nascondere il vuoto che alberga silenzioso dietro il Natale dell'Occidente moderno. Se nemmeno più il sangue del nostro sangue conosce il fatto storico che festeggiamo ogni 25 dicembre, da più di duemila anni, la situazione è davvero preoccupante. E' peggio di quanto si potesse pensare.
Gesù disse una volta ai suoi discepoli: "Se qualcuno farà perdere la fede a una di queste persone semplici che credono in me, sarebbe più conveniente per lui che lo buttassero in fondo al mare, con una grossa pietra legata al collo" (Mt, 18,6).
Questo duro richiamo di Gesù è stato completamente dimenticato dall'Occidente moderno: stiamo formando una civiltà e una razza vacua e ignorante. In nome del multiculturalismo e della laicità, oramai, ci vergogniamo di spiegare ai bambini il senso vero del Natale. Ci vergogniamo di dire che il Natale non è solo una banale "festa dei poveri" ma è la ben più importante data in cui si ricorda la nascita terrena del Figlio di Dio. Ci vergogniamo di scrivere l'aggettivo "Santo" davanti alla parola Natale.
Una civiltà che rifiuta di educare i bambini alla sua cultura tradizionale è una civiltà sull'orlo del baratro. E' una civiltà che abdica alla sua funzione storica. E' una civiltà più morta che viva.

Emanuele Pozzolo
Capogruppo Lega Nord al Comune di Vercelli